
In linea con le linee guida per la prevenzione al gioco d’azzardo in adolescenza (Keen et al., 2017), il progetto PRIZE aveva tra gli obiettivi primari quello di reclutare e formare operatori ed operatrici che svolgessero le azioni di prevenzione nelle classi. La formazione è uno step fondamentale nella prevenzione con target giovanili: il personale deve essere formato con specifico riferimento alla conoscenza teorica necessaria per la sua realizzazione, agli obiettivi che si intende raggiungere, alla pratica ed all’esercizio necessari per una corretta realizzazione delle attività, e deve anche essere supportato nel corso dell’implementazione dell’intervento attraverso un coaching regolare e l’erogazione di feedback costruttivi (Hall & Hord, 2001).
Obiettivi formativi
Gli obiettivi del corso consistevano nello sviluppo di competenze tecniche fondamentali per svolgere adeguatamente l’intervento, quali ad esempio le conoscenze teoriche sul tema del gioco d’azzardo e degli interventi di prevenzione in generale ed in questo specifico ambito, le conoscenze relative ai materiali didattici ed agli strumenti da utilizzare nelle classi, le competenze relativamente alle procedure di conduzione delle attività, e le capacità relazionali necessarie per gestire al meglio l’interazione in classe con gli studenti.
Metodi formativi
Al fine di favorire l’acquisizione ed il potenziamento delle competenze necessarie, sono stati utilizzati sia metodi di spiegazione frontale con uso di slide e discussioni di gruppo, sia metodi ad elevato coinvolgimento dei partecipanti, come la simulazione, il role playing formativo e l’esercitazione di gruppo.
Contenuti
I contenuti affrontati nelle giornate di formazione sono stati molteplici; alcuni dei principali hanno riguardato le seguenti aree:
– progettazione e conduzione degli interventi di prevenzione in ambito scolastico rispetto al gioco d’azzardo;
– diffusione del gioco d’azzardo negli adolescenti italiani e toscani;
– fattori di rischio e di protezione per il gioco d’azzardo problematico;
– teorie esplicative dei processi di decision-making;
– ragionamento probabilistico e principali bias;
– distorsioni cognitive correlate al gioco d’azzardo;
– disegno di ricerca dell’intervento;
– strumenti di misura previsti per la verifica dell’efficacia dell’intervento;
– strumenti e tecniche di conduzione dell’intervento in classe.
Risultati
La valutazione dell’efficacia dell’intervento formativo è stata condotta attraverso l’applicazione di tecniche di analisi statistica che hanno permesso il confronto dei punteggi ottenuti dagli operatori ad un apposito test somministrato individualmente prima dell’inizio prima dell’inizio dell’intervento e in seguito alla conclusione dello stesso. Inoltre, gli operatori sono stati valutati in itinere tramite la conduzione di simulazioni e role playing. Dalle valutazioni è emerso un incremento significativo delle conoscenze degli operatori rispetto al gioco d’azzardo ed al ragionamento probabilistico. Inoltre è emersa un maggiore padronanza delle tecniche di gestione del materiale didattico previsto per l’intervento.


“Una piccola dedica per gli studenti e le studentesse”
Contributo degli operatori Alessandra Errico e Michele Nesti
“Cari ragazzi e ragazze delle scuole toscane, il progetto PRIZE è iniziato da cinque anni e oggi siamo qui a raccontare a voi, i veri protagonisti di questo lavoro, il punto di vista inedito di noi operatori e operatrici.
Quando siamo stati invitati a partecipare alla formazione di questo progetto non avevamo idea di cosa sarebbe stato. Da un lato c’era la grande curiosità e il desiderio di entrare nelle scuole per lavorare insieme a voi su questo argomento, il gioco d’azzardo. Dall’altro lato c’erano i dubbi: si annoieranno? Saremo in grado di lasciare qualcosa?
Oggi a tutti voi, diciamo che per noi è stata una bella occasione e una sfida. Siamo entrati nella vostra realtà e all’inizio è stato molto faticoso ma, nel tempo, si è rivelata una bella, bellissima fatica! Perchè bella fatica?! Perché ci siamo resi conto, appena varcate le vostre classi, che quello che ci eravamo immaginati era tutt’altro che la realtà. Noi avevamo l’obiettivo di comunicarvi nozioni, darvi informazioni e farvi riflettere sul tema del gioco d’azzardo, ma ci siamo subito accorti che c’era bisogno di qualcosa di più: avevate bisogno di parlare, di condividere i vostri interessi, di raccontarci le vostre abitudini ed esprimere anche le vostre perplessità rispetto all’argomento: “il gioco d’azzardo?! e che c’entra con noi…noi mica si gioca d’azzardo”.
Ci avete aperto le porte e ci avete fatto entrare nel quotidiano del vostro stare in classe, aprendoci un mondo che ci ha catturato e incuriosito, stimolando la nostra voglia di conoscere e di conoscervi meglio. Ci siamo ritrovati a pensare che i nostri interventi sarebbero stata un’occasione, anche per noi, di arricchirci attraverso lo stare con voi.
Nei primi anni abbiamo lavorato con libretti cartacei e penne, voi avete risposto alle nostre domande ed esercizi e ci avete lasciato messaggi vostri. E li abbiamo letti tutti, anche i vostri commenti molto divertenti. Poi ci siamo evoluti usando smartphone e dispositivi vari. Non è stato facile tra i problemi di connessione, di comprensione e mettiamoci pure il lockdown che ci ha costretto a vederci solo tramite le varie piattaforme. Eppure, anche lì, grazie ai vostri professori, alla disponibilità delle scuole e a voi, che eravate sempre presenti e avete partecipato ugualmente con interesse, siamo riusciti a rimanere in contatto. Avete voluto condividere con noi i vostri sogni e le vostre preoccupazioni, ci avete coinvolto nei vostri interessi: c’è chi ci ha scritto e fatto vedere i propri lavori all’uncinetto, chi ci aspettava in classe per farci leggere le proprie canzoni o poesie, chi ci ha proposto di portare un assaggio di delizie culinarie della nonna e chi ci ha parlato delle sue prodezze sportive. È qui che abbiamo avuto la conferma che era giusto stare insieme a voi e concentrarci ancora di più sulla relazione. Ed è stato bello perché anche noi siamo cresciuti insieme a voi. Ci avete tempestato di domande e curiosità sul futuro quando vi abbiamo parlato delle possibilità lavorative e di potervi formare e specializzare ancora di più rispetto ai vostri interessi, ed è stato bello vedere nei vostri occhi la sorpresa del rendervi conto che anche quello che vi raccontavamo sul gioco d’azzardo era un modo per parlare di quello che pensate e di come ragionate. Per noi è stata un’occasione di creare un contesto familiare a scuola, in classe, permettendo di tornare ad essere un po’ adolescenti anche noi!
Tutto quello che abbiamo osservato e visto nel lavoro con voi lo abbiamo messo in pratica e lo abbiamo utilizzato per arricchire il progetto e l’intervento. Ad esempio, le restituzioni individuali sono state una conferma di quello che avevamo provato nei primi lavori in classe: quando vi abbiamo incontrato individualmente ci avete dato consigli, ci avete detto la vostra, ci avete raccontato e vi siete aperti ancora di più con noi. Vi ringraziamo per la fiducia e l’apertura che ci avete dimostrato. Questo secondo noi è stato il valore aggiunto di questo intervento: avere la possibilità di darvi informazioni importanti ma anche conoscervi ed entrare in relazione.
Per questo vi volevamo ringraziare ufficialmente per averci fatto entrare letteralmente nella vostra classe, nelle vostre dinamiche, nei vostri gruppetti, per averci fermato nei corridoi per raccontarci le vostre esperienze, per salutarci in giro per strada quando ci siamo incontrati! È stato bello lavorare a scuola, lavorare a stretto contatto con voi, discutere, confrontarsi, ascoltare anche quello che non vi tornava. Grazie per la fiducia che ci avete dimostrato e per la vostra spontaneità, vi abbiamo visto crescere e siamo cresciuti insieme a voi, ci tenevamo a dirvelo!“
