Il gioco d’azzardo è “un’attività in cui ricorre il fine di lucro, e la vincita e la perdita sono principalmente aleatorie“. Per legge, il gioco d’azzardo non è illegale, ma è vietato ai minori di 18 anni dall’Art.7 del D.Lgs. n.158 del 13/09/2012. Tuttavia, con la crescente proliferazione di nuove e variegate forme di gioco d’azzardo, land-based e online, e il rapido incremento della loro accessibilità, giocare d’azzardo è divenuto un comportamento molto diffuso tra i giovani italiani, come risulta dall’ultima indagine epidemiologica ESPAD (European School Survey Project on Alcohol and other Drugs) condotta nel 2024 dall’Istituto di Fisiologia Clinica del Consiglio Nazionale delle Ricerche (IFC-CNR) di Pisa.
I dati relativi al campione Italiano, che ha interessato 4041 studenti e studentesse tra i 15 e i 19 anni, hanno evidenziato che il 45% ha giocato d’azzardo nel corso dei 12 mesi precedenti alla rilevazione, in prevalenza nella modalità offline (luoghi fisici). L’Italia è tra i paesi in cui il gioco d’azzardo risulta più diffuso, sia nella modalità online che offline. I giochi d’azzardo più diffusi risultano essere le lotterie istantanee (80% offline, 45% online), le scommesse su sport e animali (44% offline, 63% online) e i giochi di carte a soldi (35% offline, 45% online). Tra gli/le adolescenti che giocano d’azzardo, il 16% risulta avere un profilo di gioco d’azzardo rischioso ed il 7% un gioco d’azzardo problematico..
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Data la crescente diffusione del gioco d’azzardo tra la popolazione giovanile toscana e la relazione di continuità tra il comportamento problematico in età adolescenziale e lo sviluppo della condotta patologica in età adulta (Custer & Milt, 1985; Volberg, 1994), realizzare interventi di prevenzione che siano basati su solidi modelli teorici di riferimento e siano corredati da prove scientifiche di efficacia costituisce un’esigenza prioritaria per la promozione della salute pubblica (Turchi & Derevensky, 2006). Un contesto particolarmente idoneo per la messa a punto dell’insieme di queste attività sembra essere quello scolastico, che rappresenta il setting in cui più frequentemente vengono realizzate azioni di prevenzione del gioco d’azzardo patologico a livello internazionale (vedi Keen, Blaszczynski, & Anjoul, 2017; Ladouceur, Goulet, & Vitaro, 2013; St-Pierre, Temcheff, Derevensky, & Gupta, 2015, per delle rassegne). Al fine di massimizzare le ricadute positive di queste azioni, il progetto PRIZE adotta un’ottica multidisciplinare, ovvero prevede l’azione sinergica e coordinata di figure professionali diverse (psichiatri, psicologi, educatori professionali, psicometristi) che integrino le reciproche competenze sia in fase di analisi che di intervento.
